I gatti non soffrono la solitudine e non si preoccupano se i proprietari li lasciano soli

L’Università di Lincoln nel Regno Unito ha dimostrato che i gatti non soffrono la solitudine perché non vedono nell’uomo una fonte di certezze e quindi non soffrono quando vengono lasciati soli.

I gatti non soffrono se lasciati soli a casa per lungo tempo

I gatti non soffrono se lasciati soli a casa per lungo tempo

Una ricerca britannica capovolge l’opinione di milioni di individui e asserisce di aver verificato sperimentalmente che i gatti non considerano l’essere umano come una “fonte di certezze

Per i fan dei gatti l’annuncio potrebbe essere molto sgradevole: i nostri felini di casa non si preoccupano per nulla se non siamo con loro nell’abitazione e non patiscono la solitudine se stiamo distanti da loro anche per molto tempo.




L’ateneo di Lincoln, nel Regno Unito, per verificare questa teoria ha schierato i migliori etologi, che hanno per l’appunto sottoposto a una batteria di test diverse decine di gatti domestici. Proprio per merito di queste investigazioni scientifiche, si è scoperto che i gatti non costruiscono con i loro proprietari quella relazione di dipendenza, simile a quella del neonato e dei bimbi e tipica dei cani. Quindi, se già da secoli la tradizione concepiva il gatto come un animale decisamente indipendente, ora ha avuto anche la scienza dalla sua parte per confermare e dimostrare questa teoria.

Il professor Daniel Mills è il veterinario che ha diretto le ricerche e dialogando con Live Science ha sottolineato: “Tutto questo discorso non vuol dire che i gatti non provino amore verso i loro padroni. D’altro canto vuol dire che il gatto domestico non vede gli esseri umani come garanti della loro sicurezza e come una sorgente di certezze“.

I gatti sono stati testati attraverso l’esperimento comportamentale chiamato “strange situation” (Situazione strana). Praticamente, così come si è fatto in passato in psicologia umana per osservare il comportamento del neonato rispetto all’assenza della madre negli anni ’70 per merito del lavoro della psicologa Mary Ainsworth, i gatti sono stati prima lasciati in una stanza con i loro rispettivi padroni, poi rimpiazzati inattesamente da estranei. Ed ecco che è affiorato come nella stragrandissima maggioranza dei gatti non sia percepibile alcun sentimento di attaccamento. Questo comportamento darà certamente da pensare a quei milioni di “padroni” di felini domestici che in tutto il mondo considerano, a questo punto in maniera sbagliata, di essere fondamentali per il benessere dei propri compagni di vita a 4 zampe. O, quantomeno, questo è quanto sostengono i ricercatori inglesi.

E’ l’autrice di molti libri sui gatti, Celia Haddon, che vuole sottolineare che i gatti ci amano anche se non ci vedono come fonte delle loro certezze.
Questo studio dimostra come i gatti non hanno bisogno dell’uomo per sentirsi al sicuro, non dipendono da noi, ci pensano loro a loro stessi. Se il gatto è spaventato non va dal suo padrone ma salta in cima all’armadio o si nasconde sotto al letto“, chiosa Celia Haddon.

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Si occupa dell'informazione relativa ai programmi televisivi italiani e stranieri sulla guida Tv Zam. Redattore dei palinsesti tv e delle news sulla programmazione televisiva d'attualità, politica, sport, spettacolo e cultura.

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