“Piazza Pulita” : La decadenza di Berlusconi e la crisi di governo

Berlusconi condannato a 7 anni e all'interdizione perpetua ai pubblici uffici

Silvio Berlusconi

Ore 21,10 del 9 settembre 2013, va in onda puntuale su La7 la nuova stagione di Piazza Pulita condotta da Corrado FORMIGLI. L’apertura della nuova serie di puntate di approfondimento politico, si apre con una serata praticamente interamente dedicata ai guai giudiziari di Berlusconi e le possibilità che il governo Letta cada all’indomani del pronunciamento della commissione parlamentare, circa la decadenza del Cavaliere dall’incarico di senatore della Repubblica.

Una prospettiva, questa, niente affatto improbabile, anzi appare assai plausibile visto che, da più parti del versante della militanza di sinistra si grida allo scandalo, dopo la condanna di Berlusconi per frode fiscale.

Ma andiamo con ordine.

Come d’uso a Piazza Pulita, il talk show inizia con il conduttore che pone una domanda e insieme un invito agli ospiti di partire proprio da quella per avviare la discussione. Così FORMIGLI esordisce dicendo: “ Cosa accadrebbe se in Italia andassimo subito a votare?” Che Berlusconi, in virtù della sua recente condanna, rischierebbe di essere arrestato e nel contempo di vincere le elezioni. Una dualità, in tutta l’Europa, più unica che rara.

Così l’On. Daniela SANTANCHE’ (PDL), chiamata subito in causa dal conduttore, da questo momento in avanti dedicherà ogni suo intervento per difendere, in buona sostanza, la buona fede del leader del PDL, affermando che lui era all’oscuro delle manovre finanziarie operate dai suoi più stretti collaboratori, soprattutto in riferimento ai fatti specifici in ordine ai quali Berlusconi è stato condannato, in via definitiva (cioè al 3° grado di giudizio) per frode fiscale. Ciò che la SANTANCHE’ non dice però è che l’On. Andrea AUGELLO (PDL), relatore della Commissione parlamentare, che dovrà decidere se è applicabile retroattivamente la Legge SEVERINO, come nel caso in questione, ha impostato la difesa del Cavaliere esclusivamente facendo riferimento a pregiudiziali (che non entrano nel merito della questione relativa alla giustezza circa l’applicabilità delle norme) per le quali ha tenuto occupata la commissione per ben sei ore, senza concludere nulla. Forse, un espediente per niente camuffato per costringere la commissione a votare per la sostituzione del relatore AUGELLO, eleggere il sostituto ed indire una nuova seduta per ricominciare, praticamente daccapo. E quindi far guadagnare tempo al PDL, che pare abbia già una sua strategia da portare avanti, probabilmente in previsione di una crisi “pilotata ad hoc” da un PD sempre più convinto a mollare LETTA al suo destino. Senza prevedere, tuttavia, un LETTA bis ma un congresso nazionale, un nuovo leader, che potrebbe essere RENZI, più giovane e meno compromesso degli altri “grandi” della sinistra, e quindi più gradito ai giovani militanti e ai sindacati. LETTA, dovrà scontare il peccato di aver accettato di condividere con il nemico di sempre, quello affrontato  e osteggiato nelle piazze da più vent’anni, un governo, i suoi programmi, insomma le “Larghe intese”, che dappertutto in Europa possono funzionare, come ad esempio in Germania, ma non in Italia. Paese che non accetta culturalmente i compromessi storici tra destra e sinistra, se non per brevissimi periodi, necessari tecnicamente per riavviare le competizioni per elezioni politiche: esattamente quel che sta accadendo oggi. Così Paolo MIELI, nel suo intervento, ribadisce l’inevitabilità della fine di BERLUSCONI, in ragione di quella Legge Severino, che lo stesso PDL aveva votato, non accorgendosi che essa potesse essere incostituzionale. Per questa ragione, la posizione dello schieramento pro BERLUSCONI è debole e le sue istanze insostenibili.

Ancora, a Piazza Pulita  la Prof.ssa Lorena CARLASSARE, giurista e costituzionalista, insegnante presso l’Università di Padova, è intervenuta affermando che “L’ignoranza costituzionale è stata alimentata da chiunque sia stato al potere, perché fa comodo a tutti. La nostra è una democrazia costituzionale, la base del costituzionalismo liberale è quella di porre limiti e regole al potere. Per questo è nato il costituzionalismo”, che ha continuato il suo intervento ricordando l’importanza dell’art. 54 della costituzione che statuisce che:”Coloro ai quali sono affidate le funzioni pubbliche devono esercitarle con disciplina e onore”. “Il fatto che BERLUSCONI abbia ricevuto dei voti non vuol dire che possa sopravanzare il diritto”.

La serata prosegue con Lucia ANNUNZIATA, direttore de Huffingtonpost.it, che si contrappone a Paolo GUZZANTI (Il Giornale) stigmatizzando la vana attività del PDL e del Relatore AUGELLO volte a difendere il Cavaliere, cercando di dimostrare l’inapplicabilità della Legge Severino, mentre GUZZANTI afferma che il Cavaliere e il PDL hanno commesso un errore di strategia, puntando sulla incostituzionalità della Legge Severino  attraverso l’azione del relatore Augello, votata dallo stesso PDL, ma al tempo stesso ribadisce che anche il PD ha un problema nei confronti dei suoi elettori, riferendosi alla coabitazione al governo con l’odiato alleato di destra.

L’intervento di Luciano VIOLANTE, sul finire di questa prima puntata di Piazza Pulita, riporta il confronto politico tra gli ospiti intervenuti, nell’alveo dell’argomento primario e cioè se Berlusconi, condannato in via definitiva per “frode fiscale” debba essere dichiarato decaduto dalla carica di senatore o meno. Ebbene, L’ex magistrato di Torino ha affermato con decisione che “Il rispetto delle regole e la costituzionalità della legge è alla base della stessa democrazia e della forma repubblicana dello Stato Italiano, quindi BERLUSCONI deve essere dichiarato decaduto”. Del resto, anche secondo la testimonianza di David MILLS, avvocato inglese, noto per essere stato condannato a risarcire 250.000 Euro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per “Corruzione e falsa testimonianza” in un processo che vedeva tra gli imputati anche Silvio BERLUSCONI, il Cavaliere non poteva non sapere che gli amministratori di MEDIASET, avevano realizzato con la complicità di uomini di fiducia del presidente, una rete formata da 64 società off-shore per accumulare considerevoli depositi di capitali nascosti nei c.d. paradisi fiscali. Una cifra che, è stata stimata intorno ai 368 mln di Dollari.

Marco DAMILANO (L’Espresso) pone, a margine della discussione, una domanda interessante: “Perché le legislature elette con il “Porcellum” (legge elettorale attualmente in vigore) provoca la compravendita dei senatori? Semplice, perché ad essere eletti sono personaggi politici che non devono dare conto agli elettori circa le loro scelte o passaggi da una corrente politica all’altra! Attualmente, per rendere ingovernabile il Paese, all’indomani della “dichiarazione di decadenza di BERLUSCONI dalla carica di senatore” , quando i 91 senatori dell’area PDL si saranno defilati, sarà sufficiente “comprare” 19 senatori pronti a cambiar bandiera (142 del PD + 19 ex PDL) per avere la maggioranza assoluta nella camera del senato. Questo rende comprensibile a chiunque, anche per chi la politica è qualcosa di assolutamente incomprensibile, come sia impensabile andare a votare prossimamente con questa legge elettorale. All’indomani dei risultati dello spoglio elettorale avremmo di fronte un parlamento ancora ingovernabile!  Il pericolo c’è, basta solo guardarsi intorno per capire che le prove tecniche per il rovesciamento dell’attuale presidente sono già cominciate.

E’ probabile che la data limite sia quella del 19 ottobre 2013, il giorno in cui la III Corte d’Appello di Milano si dovrà pronunciare sulla misura accessoria dell’interdizione di BERLUSCONI dai pubblici uffici, come disposto dalla Cassazione: da quel momento i coltelli saranno affilati e pronti a colpire. Anche gli stessi compagni di partito.

Informazioni su Faber

Nato e cresciuto a Milano. Dopo un breve periodo trascorso in Sicilia nella provincia siracusana ha conseguito il diploma di ragioniere e perito commercialista, per poi lavorare per il Ministero della Difesa. Da un anno si è trasferito a Palermo dove si occupa di assistenza per il personale civile e militare, dipendente dal Ministero della Difesa. Per alcuni anni a Torino e in Piemonte, sempre per conto del Ministero, si è occupato del settore pubbliche relazioni. Nell'anno accademico 2009/2010 ha conseguito una laurea di primo livello in Scienze dell'Amministrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Siena. Ha sempre nutrito un forte interesse per la storia europea in particolare, soprattutto sotto il profilo politico-economico e sociale.
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