Bukowski il giorno dopo la sbornia

Taccuino di una sbronza

Taccuino di una sbronza

Nella nostra vita, tutti finiamo per farci prendere e dilaniare da varie trappole. Nessuno sfugge. Alcuni addirittura ci convivono. Il trucco è rendersi conto…” – parole di Charles Bukowski, ultima maniera, quella più pacata di “il Capitano è fuori a cena” e delle poesie intitolate proprio “Trappole”, dove la vena della consapevolezza prevale sull’ossessione erotica. E sono pure le parole del monologo iniziale con le quali Alessandro Cantarella si immerge nel controverso personaggio di Carlo/Charles, protagonista della commedia “Taccuino di una sbronza.

L’uomo che credeva di essere Bukowski”. La pièce, elaborata dal regista Sergio Scorzillo dal romanzo omonimo di Paolo Roversi, è andata in scena giusto ieri sera nel milanesissimo Teatro Pima, con un entusiasmante en plein.
La divertente atmosfera fatta di bevute colossali, di scazzottate nei vicoli, di avventure e amorazzi estemporanei, lascia però spazio a qualche riflessione tutt’altro che superficiale e godereccia. Perché il bocconiano Carlo Boschi, impiegato modello e prossimo marito della bella e brillante Sara, interpretata da Alessia Bedini, si (auto) convince di essere la reincarnazione di Bukowski, del suo scrittore cult?
Semplice -risponde Cantarella- è il suo modo artistico di sfuggire alle ‘trappole’ di una vita agiata, ma banale e scontata, di una vita non vera, ma recitata. Onestamente io al suo posto avrei fatto altrettanto..” -beh, in questa finzione della finzione Alessandro ci riesce proprio bene, come è credibile Massimo Barbieri nella parte di Romeo, l’amico quasi saggio che gli fa da subconscio, ma che in sostanza gli ruba promessa sposa, vita sociale e carriera in banca. Aderente al personaggio di Walter, accomodante e fedele, pure Luigi Vitale, per non parlare di Carlotta Oggiani, perfetta quale Linda, artista anticonformista, rivoluzionaria e imprevedibile. Ma che tuttavia non accetta gli amori promiscui e libertari del suo Carlo/Charles. Come farebbe qualsiasi altra donna, non è vero?

Informazioni su Marisa Gorza

Marisa Gorza ha trascorso l'infanzia nell'Alto Veneto dove è nata e del quale ha sempre conservato quel che di misterioso e mistico legato alla natura e qualcosa di gaudente, caratteristico della gente veneta. Tuttavia la città di Milano, dove vive dalla lontana adolescenza, le è entrata altrettanto nel cuore. Appassionata di storia e letteratura e curiosa riguardo civiltà diverse si è laureata presso lo Iulm di Milano in Lingue e Letterature straniere. La moda è sempre rientrata tra le sue curiosità “antropologiche” e fin da ragazzina si è trovata a suo agio tra passerelle, begli abiti e la storia del costume che sta a monte di ogni creazione, solo apparentemente frivola. Certamente ama il bello nelle sue forme esteriori, ma guai se non è supportato da una bellezza dell'anima! Per un buon periodo della sua vita ha diviso la sua vita professionale tra l'insegnamento della lingua inglese (ma non chiamatela “Prof”!) e il giornalismo.
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