Scorzillo: Evvive les Differences (Tous)!

Sergio Scorzillo

Sergio Scorzillo

Un’ora e mezza di erotismo verbale (solo chiacchiere s’intende!), narrato, cantato ed anche un po’ ballato sul fil rouge di celebri scritti di De Sade, Garcia Lorca, Verlaine, Lawrence e D’annunzio….autori che la sapevano lunga a tal proposito!
L’ultimo spettacolo di Sergio Scorzillo (in cartellone al Teatro della Memoria di Milano) ha un titolo piuttosto graffiante “Diario di viaggio di un bisessuale contento”, traduzione libera e creativa da un monologo di Marcel Delabiche, cioè “Carnet de voyage d’un bixessuel ravi”. Verosimilmente si tratta di un autore della Belle Epoque, piuttosto libertino e gaudente, che ama raccontarsi senza mezzi termini e ipocrisie. Anche se l’outing sensuale e scanzonato non è privo di una certa ironica eleganza. Adatto, naturalmente, ad un pubblico adulto.

Però, però…tutto questo andirivieni su e giù per frasi celebri della cultura tout court (non solo erotica!), questo inframezzare con testi di canzoni pop e arie d’operetta che inventano un secondo filo conduttore della pièce, non ricordano forse l’eclettica personalità e lo stile del nostro autore-attore-regista?
“E va bene, sì -confessa Sergio Scorzillo- il monologo è scritto di mio pugno, Marcel Delabiche è difatti un nom de plùme !”

Disinvolto e a suo agio sul palco, inventore di situazioni e stati d’animo curiosi, Sergio sa rendere bene l’idea godereccia del pluri differenziato erotismo di François, il suo divertente e assatanato protagonista. Felice che le sue sfaccettate pulsioni sessuali gli abbiano offerto un sacco di possibilità dall’adolescenza in poi…
Quindi racconta le sue vicissitudini parafrasando, come già detto, motivi popolari a cominciare da una celebre aria de “La Vedova Allegra”, per continuare con la nota canzonetta del Trio Lescano “Ma le gambe”, “Perché no” di Battisti e la vivace “Tanti auguri”, repertorio della Carrà. Musiche dal vivo interpretate al pianoforte dal bravissimo Dario Dongo, abile pure come spalla nei momenti salienti.
“Quel qualcosa che a detta di chi sa mi contraddistingue dagli altri, è semplicemente che non mi formalizzo a dire le cose come stanno, anche perché dal mio punto di vista stanno assai bene. Stanno benissimo….” Questo è l’incipit del percorso, apertura a racconti dal linguaggio crudo, coraggioso e diretto, diciamo “moderno”?! Ben lontano comunque da falsi moralismi e bigottismi.
La pièce è dedicata a Spalding Gray, attore e commediografo americano, autore di monologhi, tra i quali il citato “Sex and Death to the Age 14”, caratterizzati da humour, paranoia e consapevolezza. Ingredienti base anche dei lavori del nostro amico Sergio.

Informazioni su Marisa Gorza

Marisa Gorza ha trascorso l'infanzia nell'Alto Veneto dove è nata e del quale ha sempre conservato quel che di misterioso e mistico legato alla natura e qualcosa di gaudente, caratteristico della gente veneta. Tuttavia la città di Milano, dove vive dalla lontana adolescenza, le è entrata altrettanto nel cuore. Appassionata di storia e letteratura e curiosa riguardo civiltà diverse si è laureata presso lo Iulm di Milano in Lingue e Letterature straniere. La moda è sempre rientrata tra le sue curiosità “antropologiche” e fin da ragazzina si è trovata a suo agio tra passerelle, begli abiti e la storia del costume che sta a monte di ogni creazione, solo apparentemente frivola. Certamente ama il bello nelle sue forme esteriori, ma guai se non è supportato da una bellezza dell'anima! Per un buon periodo della sua vita ha diviso la sua vita professionale tra l'insegnamento della lingua inglese (ma non chiamatela “Prof”!) e il giornalismo.
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