Jorge Lorenzo a Che Tempo che fa

Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo

Simpatico e ironico, sguardo intelligente e abito elegante, quattro volte campione del mondo su due ruote (nelle categorie 250 e MotoGP), Jorge Lorenzo è stato ospite domenica sera alla trasmissione televisiva Che tempo che fa, e con un ottimo italiano ha raccontato la sua storia di pilota motociclistico.
Compagno di Valentino Rossi, è arrivato secondo al motomondiale 2013, a quattro punti di distanza dal vincitore Marc Márquez; la sua esperienza sulle moto lo accompagna da tutta la vita.
A soli tre anni Jorge ha iniziato a guidare una vera moto costruita per lui dal padre meccanico e da allora non ha più smesso. Proprio la figura paterna è stata per lui determinante (come anche per Agassi, come ricorda Fazio, che lo ha intervistato lo scorso 10 novembre) nella scelta del futuro, e in questo caso dei motori e delle due ruote.
Ma la scalata al podio, sebbene rapida (a 13 anni gareggia nel campionato spagnolo di velocità) e costellata di successi, è stata faticosa e impervia, densa di ostacoli e difficoltà. Jorge stesso ricorda quando, ancora molto giovane, ebbe un brutto incidente che gli costò la rottura della clavicola e altre lesioni: fu in quell’occasione che il padre preoccupato consigliò al figlio di abbandonare il mondo delle moto, ma Jorge non volle mollare e con audacia si rimise in sella e continuò a correre.
Esordisce nel campionato mondiale 125 nel 2002 all’età di quindici anni, proprio il giorno del suo compleanno, il 4 maggio. Sarà per lui una giornata indimenticabile. L’inizio di una carriera tutta in ascesa che lo vede salire sul gradino più alto del podio già nel 2006.
Diversamente dal suo collega, Jorge non parla con la moto, non ha con questa un rapporto ‘intimo e confidenziale’, emotivo, ma la considera esattamente quello che è, un oggetto, uno strumento di grande soddisfazione, seppur sempre un pezzo d’ingegneria, da maneggiare con cura e coscienza.
Può sembrare un controsenso, ma ‘avere paura’ in questo sport è fondamentale, è «necessario per sopravvivere», dice il pilota. Quando si ‘vola’ a 350km/h sulla pista essere consapevoli del rischio che si corre è indispensabile per non superare il limite dell’uomo e del mezzo.
Jorge questo lo sa molto bene, perché lo ha vissuto sulla sua pelle. E in proposito racconta delle tante cadute del 2008, l’ultima delle quali gli ha provocato la temporanea perdita della conoscenza e delle memoria. È stato quello il momento in cui si è reso conto che qualcosa nel suo modo di guidare doveva cambiare, «doveva essere più tranquilo» sia per la gara che, prima di tutto, per la vita.
Fazio poi scherza sulla concentrazione di piloti, componente imprescindibile per una buona gara, e mostra una foto di Jorge sulla moto, in attesa dell’inizio della corsa, affiancato da una seducente miss ombrello: come fare a mantenere la concentrazione? in questo caso «il segreto è guardare da un’altra parte».
Jorge conquista il pubblico con divertenti battute e affabilità e in uscita si guadagna uno scroscio di applausi.

Informazioni su Maria Vittoria Sparano

Maria Vittoria Sparano è nata a Belvedere Marittimo nel 1986. Nel 2004 si è trasferita a Bologna per intraprendere gli studi universitari e si è laureata, il 15 marzo 2013, in Filologia, Letteratura e Tradizione classica. Vive attualmente a Bologna.
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