Vince il partito degli assenti!

Urne deserte

Urne deserte

Nelle elezioni amministrative di domenica, 26 maggio 2013 ha vinto il partito degli assenti.

Il vero dato su cui ragionare e riflettere è, appunto, quello riguardante il fenomeno della diserzione delle urne; dell’astensionismo dei cittadini; della “non fiducia” nella politica e, soprattutto, nei suoi principali interpreti.

A Roma, un cittadino su due non ha espresso il suo voto. Al ballottaggio andranno sostanzialmente due candidati perdenti e certamente non raprresentativi delle istanze dei loro concittadini.
Il M5S addirittura sparisce quasi del tutto dalle preferenze dei pochi che, invece, hanno comunque espresso la loro preferenza politica, chiarendo al fondatore del Movimento che ha sbagliato nell’orchestrare non solo quella campagna elettorale ma, probabilmente, la tattica sino ad ora imposta ai suoi collaboratori: quella della non partecipazione al governo, dopo aver ottenuto il 25% dei voti su scala nazionale. Un errore che molti italiani non gli hanno perdonato, evidentemente.

Tutto questo dovrebbe far riflettere i politici e gli analisti dei fenomeni di massa, legati alla politica.
La gente si è stancata. I cittadini avvertono la politica sempre più lontana dalla vita reale, quella di tutti i giorni, quella che noi persone comuni viviamo nel quotidiano, tra mille ingiustizie e disfunzioni.
Ad esempio, lunedì 27 maggio girava la notizia che tra tutti i Paesi appartenenti all’eurozona, in Italia l’energia elettrica si paga quasi il doppio! Credete che forse qualche politico se ne sia preoccupato o abbia preso qualche provvedimento? Neanche per sogno: loro vivono in un’altra dimensione. Si è solo stati capaci di parlare e straparlare dell’abolizione dell’IMU (quella relativa alla prima casa) che è un falso problema, in quanto non affronta  la vera problematica che sta vivendo il Paese, quella relativa agli strumenti da mettere subito in campo per il rilancio dell’economia del Paese.
La diminuzione della pressione fiscale, del costo del lavoro, il debito pubblico, la riorganizzazione della macchina statale per una burocrazia finalmente funzionale e leggera, la liberarizzazione di risorse economiche da parte del governo per il pagamento dei debiti pregressi accesi (circa 9 mld di Euro entro due anni), una revisione degli accordi programmatici ed economici realativi al libero scambio in ambito comunitario che attualmente sfavoriscono le esportazioni di diversi prodotti nazionali (con particolare riferimento ai prodotti dell’agricoltura e della pesca). Insomma, si sente l’assenza di coloro i quali dovrebbero difendere gli interessi nazionali, nei confronti di un’Europa che viaggia ad una velocità diversa e maggiore rispetto al nostro Paese che, invece, arranca faticosamente e perde continuamente posizioni sul mercato, con conseguente perdita di commesse e posti di lavoro.

I programmi televisivi del giorno continueranno a parlare dell’esito di queste amminisrative con il primo appuntamento di Faccia a Faccia, condotto da Mentana, dove si confronteranno i protagonisti del PD Fabrizio Barca e Walter Veltroni.
Porta a Porta su Rai 1 alle 23:40, dove si continuerà a parlare dell’indifferenza e dell’apatia degli elettori.

Informazioni su Faber

Nato e cresciuto a Milano. Dopo un breve periodo trascorso in Sicilia nella provincia siracusana ha conseguito il diploma di ragioniere e perito commercialista, per poi lavorare per il Ministero della Difesa. Da un anno si è trasferito a Palermo dove si occupa di assistenza per il personale civile e militare, dipendente dal Ministero della Difesa. Per alcuni anni a Torino e in Piemonte, sempre per conto del Ministero, si è occupato del settore pubbliche relazioni. Nell'anno accademico 2009/2010 ha conseguito una laurea di primo livello in Scienze dell'Amministrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Siena. Ha sempre nutrito un forte interesse per la storia europea in particolare, soprattutto sotto il profilo politico-economico e sociale.
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