Il web rende l’uomo libero? Gianni Riotta a Che tempo che fa

Gianni Riotta

Gianni Riotta

Il web ci rende liberi? È con questa domanda semplice, apparentemente banale, che si apre l’incontro di sabato sera a Che tempo che fa con il giornalista e scrittore Gianni Riotta.

Un quesito non casuale, però, che Fazio sceglie di porre al suo ospite, dal momento che l’ultimo libro di Riotta, edito ad aprile da Einaudi, porta proprio questo come titolo: Il web ci rende liberi? Politica e vita quotidiana nel mondo digitale.

Sempre più sovente quando si parla di web, di internet, le discussioni seguono due uniche prospettive tra loro antitetiche: l’apologia acritica da una parte e la demonizzazione intransigente dall’altra.

Riotta pone subito l’attenzione su una questione cruciale dell’uso della rete, quella cioè dell’educazione: “internet è un luogo in cui bisogna essere educati” dice il giornalista e porta l’esempio di quei genitori che permettono ai figli di falsificare la loro età per poter accedere a facebook, rendendosi così colpevoli di un messaggio che è evidentemente diseducativo, secondo cui la falsificazione diventa un atto legittimo. Un figlio, se ben accompagnato, e quindi anche ben educato all’uso del web, può serenamente navigare nella rete, mantenendo la sua identità.

Il concetto dell’educazione, poi, diventa tanto più urgente quanto più si associa alla rete l’idea di libertà, libertà di parola, di opinione, di espressione; ma non c’è libertà laddove non esiste il rispetto, nel mondo reale come in quello virtuale, e il rispetto è certamente figlio dell’educazione; “democrazia della rete“ – continua Riotta – “non è scrivere ciò che si vuole…il filtro (dei contenuti ndr) non è censura”, ma è regola, norma che impedirebbe di compiere atti offensivi, e per di più indegni di un popolo civile e democratico, come quello compiuto qualche settimana fa ai danni del Presidente della Camera Laura Boldrini, divenuta bersaglio di diffamazioni e minacce.

Un web selvaggio, aggressivo, quindi non è un web democratico né tantomeno libero: libertà e democrazia esistono solo in virtù di regole che ne permettono l’esistenza e ne garantiscono il rispetto.

Inevitabile, infine, un commento sui social network che il giornalista ritiene essere “lo specchio” di chi siamo; queste ‘piazze virtuali’ riflettono esattamente quello che siamo, ci rivelano insomma, “on-line siamo noi” afferma, quasi lapidario, Riotta. E alla domanda di Fazio sul condizionamento dei social media nei confronti della politica (forse con un mal celato riferimento a fatti recenti), l’ospite risponde con un’affermazione sorprendente, sulla quale tocca riflettere: “il web è lo specchio in cui abbiamo visto con precisione dove andava la politica italiana”.

Il web, dunque, non condiziona il mondo della politica o quello dell’opinione pubblica più di quanto non facciano i giornali o le televisioni, diversamente da questi ultimi, però, permette di ‘fotografare’ in tempo reale e con “perfetta fedeltà” l’andamento di certe situazioni e, in casi particolari, di prevederne con un buon margine di probabilità l’esito.

Informazioni su Maria Vittoria Sparano

Maria Vittoria Sparano è nata a Belvedere Marittimo nel 1986. Nel 2004 si è trasferita a Bologna per intraprendere gli studi universitari e si è laureata, il 15 marzo 2013, in Filologia, Letteratura e Tradizione classica. Vive attualmente a Bologna.
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