Ballarò martedì 23 aprile

Ballarò martedì 9 aprile 2013

Ballarò martedì 9 aprile 2013

La parola agli ospiti di Ballarò la sera prima del nuovo Governo che proporrà Napolitano.

Deborah Serracchiani (Pd). Il governo deve uscire dalle secche che non sanno riuscite a scegliere un governo. Sarà il Presidente della repubblica a indicare il candidato per la presidenza del consiglio, un governo di scopo, di breve durata e che faccia quello che serve adesso al Paese. L’unico che ha legittimazione politica in questo momento è il presidente della repubblica.

Nichi Vendola (Sel): Silvio Berlusconi esce da questa vicenda come un gigante della politica: ha separato il proprio volto dalla responsabilità della crisi. Ha separato le proprie scelte del governo Monti che prima sosteneva.
Il movimento 5 stelle, con l’irruzione di Beppe Grillo, dobbiamo fare i conti con la valanga di richieste di cambiamento.

Paolo Mieli: Il centro sinistra è esploso durante le elezioni del Capo dello Stato. Avevano preso l’impegno di votare a maggioranza le scelte importanti e anche i dissidenti avrebbero dovuto votare in concomitanza con la maggioranza. Alla prova dei fatti, nessuno si è comportato in questo modo.
Durante la candidatura di Prodi, neanche uno dei 101 franchi tiratori è venuto fuori. C’è una mancanza di spirito di lealtà.

Maurizio De Girolamo (Pdl): coloro che non condividono le larghe intese, dovrebbero rendersi conto di quanto il Paese è in difficoltà. Le alleanze non nascono come nature morte, ma in virtù di finalità condivise.

Concita de Gregorio, La repubblica. Stiamo assistendo alla fine di un sistema che è finito. Chi ne fa parte lo sa e ne è terrorizzato. Lo tsunami arriva da molto lontano, da quando si è messo alla porta chi ti diceva una verità che non volevi sentire. Non si richiede la fedeltà, la fedeltà è dei cani, ma la lealtà. Io vorrei sapere chi sono quelle 101 persone che non hanno voltato le spalle a Prodi e al Pd.

Remo Bodei, filosofo: c’è una separazione tra la base dei cittadini e il vertice della casta. Ormai i partiti non sono più in grado di captare i bisogni della classe di cittadini.
Se guardiamo il volontariato abbiamo un attenzione diffusa per la sofferenza. Questa spinta generosa non viene dirottata verso la politica. Il M5S ha intercettato questi bisogni ma con il difetto della durezza e dell’aver umiliato il PD, e le umiliazioni non si dimenticano. Bersani è stato irriso e scaricato pubblicamente, e questo ha provocato dei contraccolpi. I partiti non sono più forieri di valori e hanno perso la capacità di parlare alla gente. E’ stato un errore del PD, chiudersi sulla candidatura di Rodotà perché sarebbe stato un modo per catturare ed elaborare l’intransigenza.

Nicola Porro, Il Giornale, le piazze sono seccate per l’accordo tra PDL e PD, dove Napolitano ne è diventato il simbolo. Come si fa a pensare che un governo con questi fondamenti possa fare le manovre enoconomiche necessarie fra 2 mesi da 10 miliardi. E’ l’ultima chance per poter togliere il brodo d’insoddisfazione della piazza ma farlo solo con la legge elettorale non è sufficiente.

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Si occupa dell'informazione relativa ai programmi televisivi italiani e stranieri sulla guida Tv Zam. Redattore dei palinsesti tv e delle news sulla programmazione televisiva d'attualità, politica, sport, spettacolo e cultura.
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